Sostenibilità trasporto merci
Un tema sempre più attuale, quello della sostenibilità trasporto merci. Qual è il suo impatto ambientale nel 2025?
Il trasporto merci su strada rappresenta circa il 20% delle emissioni totali di CO2 nell'Unione Europea, di cui il trasporto merci è responsabile per circa il 30%. In Italia, dove l'88% delle merci viaggia su gomma, l'impatto è ancora più significativo.
Questi i dati chiave delle ultime analisi sull'impatto ambientale.
- Emissioni del trasporto merci in UE: 275 milioni di tonnellate di CO2 all'anno;
- Crescita prevista del trasporto merci: +60% entro il 2050;
- Percentuale di trasporto su gomma in Italia: 88% del totale merci.
Questi invece i volumi del trasporto merci in Italia.
Secondo i dati ISTAT e le rilevazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti:
- Merci trasportate su strada in Italia: 978,9 milioni di tonnellate;
- Tonnellate-chilometro totali: 124,5 miliardi;
- Numero totale viaggi annui: circa 85 milioni;
- Percentuale viaggi a vuoto: 35% del totale (circa 29,7 milioni di viaggi);
- Distanza media per viaggio: 127 km.
Questi i dati sulla ripartizione modale in Italia.
- Strada: 88%;
- Ferrovia: 7%;
- Mare: 4%,
- Altro: 1%.
Questa forte dipendenza dal trasporto su gomma è legata a vari fattori:
- Flessibilità operativa;
- Capillarità della rete stradale;
- Insufficiente infrastruttura ferroviaria per il trasporto merci;
- Costi operativi competitivi nel breve termine.

Biocarburante: una soluzione di transazione
Una soluzione, seppur transitoria, è il biocarburante.
I biocarburanti rappresentano una soluzione di transizione importante nel percorso verso la decarbonizzazione del settore dell'autotrasporto merci, offrendo un'alternativa più ecologica ai combustibili fossili tradizionali. Derivati da biomasse vegetali, scarti agricoli o alghe, questi carburanti consentono di ridurre significativamente le emissioni di CO₂ su base ciclo-vita. Tuttavia, nonostante il loro potenziale, presentano alcune limitazioni che ne riducono l'efficacia come soluzione definitiva di lungo termine.
Prendiamone in considerazione pro e contro.
- Competizione potenziale con la produzione alimentare: l'utilizzo di terreni agricoli per la coltivazione di materie prime destinate ai biocarburanti può sottrarre risorse alla produzione alimentare, sollevando questioni etiche legate alla sicurezza alimentare globale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
- Rendimento energetico inferiore ai combustibili tradizionali: i biocarburanti generalmente offrono un contenuto energetico per litro inferiore rispetto ai combustibili fossili, richiedendo quindi maggiori quantità per coprire la stessa distanza e potenzialmente aumentando i costi operativi per le flotte di trasporto.
- Costi di produzione ancora elevati: nonostante i progressi tecnologici, i processi di produzione dei biocarburanti rimangono costosi, rendendo difficile la loro competitività economica rispetto ai combustibili convenzionali in assenza di incentivi fiscali o normative specifiche.
- Necessità di gestione sostenibile delle risorse agricole e, soprattutto, idriche: la produzione di biocarburanti richiede un uso intensivo di acqua e può contribuire alla deforestazione se non gestita adeguatamente. L'impronta idrica rappresenta una sfida significativa, specialmente in regioni dove l'acqua è già una risorsa scarsa.
- Emissioni indirette da cambiamenti nell'uso del suolo: la conversione di foreste o prati in terreni per la coltivazione di biomassa può rilasciare significative quantità di carbonio precedentemente sequestrato, neutralizzando potenzialmente i benefici ambientali dei biocarburanti.
- Variabilità nella riduzione effettiva delle emissioni: l'impatto positivo dei biocarburanti sulle emissioni può variare notevolmente in base alla materia prima utilizzata, al processo di produzione e alla logistica di distribuzione, rendendo complessa la valutazione del loro reale contributo alla sostenibilità.

Quali sono le vere soluzioni per un trasporto più sostenibile?
Idrogeno verde per il lungo raggio: prodotto tramite elettrolisi utilizzando energia rinnovabile, rappresenta la soluzione più promettente per il trasporto pesante a lungo raggio. Ha zero emissioni allo scarico, assicura autonomia paragonabile al gasolio e i tempi di rifornimento sono rapidi.
Elettrico per il corto raggio: i veicoli elettrici rappresentano la soluzione ottimale per la distribuzione urbana e regionale. Non ha emissioni locali, garantisce un migliore inquinamento acustico, i costi operativi sono ridotti e la manutenzione è semplificata. A causa della limitata autonomia è adatto principalmente alla distribuzione urbana e ultimo raggio.
Idrogeno verde per il lungo raggio: viene prodotto tramite elettrolisi utilizzando energia rinnovabile, rappresenta la soluzione più promettente per il trasporto pesante a lungo raggio, con zero emissioni allo scarico, autonomia paragonabile al gasolio, con tempi di rifornimento rapidi
Quali sono soluzioni immediate per le aziende di autotrasporto: l'ottimizzazione delle risorse. Mentre la transizione verso idrogeno ed elettrico richiederà tempo e investimenti significativi, esistono soluzioni immediatamente implementabili per ridurre l'impatto ambientale del trasporto merci.
La riduzione dei viaggi a vuoto favorirà notevoli benefici ambientali e notevoli vantaggi economici: ridurrà i costi operativi dei trasportatori, efficienterà la gestione delle flotte, migliorerà l'utilizzo delle risorse esistenti e prezzi più competitivi per i committenti.
Tutto questo, accompagnato da investimenti strutturali, politiche di supporto e un effettivo coordinamento europeo potrebbe portare in tempi brevi ad una vera transizione sostenibile per il trasporto delle merci in Europa.


