"I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio", diceva il maestro Leonardo Da Vinci. Una massima che sottolinea quanto sia importante la pianificazione di ogni minimo dettaglio per raggiungere gli obiettivi prefissati. Nel mondo della logistica lo sappiamo bene, e proprio per questo motivo prima di qualunque spedizione, valutiamo ogni fattore utile alla buona riuscita del trasporto.
Un trasporto non sarebbe tale senza la presenza di un autista. Tuttavia, qualunque conducente è soggetto alla normativa europea (Regolamento CE N. 561/2006), la quale definisce i tempi di guida e riposo degli autisti. La regolamentazione è fondamentale per garantire la sicurezza del trasportatore e di conseguenza, anche della merce stessa.
Ogni autista non può guidare il mezzo più di nove ore al giorno. Dopo 4,5 ore di guida è obbligatoria una pausa di 45 minuti. L'autista può anche decidere di spezzettare la pausa in due momenti diversi: una prima pausa di 15 minuti e a seguire una di 30 minuti.
È importante sottolineare però che in una settimana le ore di guida massime concesse sono 56, invece considerando un periodo di 14 giorni, il monte ore non può superare quota 90. Tra un turno di guida e l’altro è necessario un turno di riposo di almeno 11 ore.

Di conseguenza un’azienda nel mondo della logistica ha il dovere di monitorare le ore di lavoro dei propri conducenti. In questo caso la tecnologia fornisce un supporto determinante: ormai tutti i mezzi hanno installato un cronotachigrafo digitale. L’apparecchio elettronico possiede una propria memoria in grado di registrare qualunque attività compiuta all’interno del veicolo: dalle ore di guida, alla durata della pausa fino ai guasti e agli eccessi di velocità.
Ogni conducente ha una propria smart card, una sorta di tessera elettronica per il riconoscimento, che viene inserita nel cronotachigrafo all’inizio del turno di lavoro. Gli ultimi software sviluppati inoltre, prevedono la possibilità di monitorare i dati dell’apparecchio direttamente da remoto, permettendo all’azienda di conoscere in presa diretta l’andamento del turno ed anche la posizione dell’autista.
Nella pianificazione del trasporto di un carico altro elemento fondamentale è la scelta del mezzo idoneo alla merce trasportata. Le possibilità a disposizione sono svariate: tutto dipenderà dalla tipologia di carico e dalla sua grandezza.
Proviamo allora ad osservare i principali veicoli utilizzati nella logistica:
A queste tipologie di mezzi di trasporto si aggiungono anche veicoli più piccoli come il classico furgone ed altri ancora. Tra questi, ad esempio, il furgone centinato, ovvero un veicolo dotato di centina che altro non è che un telone funzionante come una fisarmonica. Grazie alla centina il tetto del rimorchio può essere facilmente aperto per prendere la merce.

Per il trasporto merci su lunga distanza va preso in considerazione anche l’opzione dell’intermodalità, ovvero la possibilità di combinare il trasporto su gomma con quello su rotaia, via mare, o aerea. Sul territorio europeo la combinazione principale è ovviamente quella gomma-treno.
Nell’immaginario comune si pensa che effettuare questo cambio tra mezzi diversi sia particolarmente oneroso per le aziende. Da un lato c’è la convinzione che il trasporto su gomma sia quello più economico, e dall’altro si vedono le operazioni di carico e scarico da un mezzo come un ulteriore costo per l’azienda.
In realtà non è così. Il punto di forza del trasporto intermodale è la flessibilità. Va sottolineato che per questo tipo di viaggi vengono utilizzate unità di carico standard, come ad esempio i container, i quali possono essere spostati facilmente da un mezzo all’altro. La combinazione tra sistemi diversi permette poi di efficientare il trasporto stesso: possono essere movimentate più merci in un minore tempo, che tradotto, significa anche meno costi per l’azienda.
Il tutto senza dimenticare l’aspetto ecologico. L’Unione Europea ha l’ambizioso progetto di trasferire entro il 2030 di trasferire su rotaia il 30% del trasporto merci totale del Vecchio Continente. L’attuazione del piano, che potremmo definire epocale, rappresenterebbe una riduzione delle emissioni di CO2 del 55% rispetto al classico trasporto su gomma.

La checklist per programmare i carichi, cosa è necessario fare e sapere:
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